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martedì, 14 febbraio 2006

Decalogo per i concorsi

Sante parole di Luigi Prestinenza Puglisi, da tenere sempre a mente:

  1. Concorsi palesi. Gli anonimi nascondono una inutile ipocrisia. Se proprio devono essere anonimi, perché così e' imposto dalle norme europee, il codice scelto dal candidato deve essere subito cambiato dalla segreteria non appena riceve il plico e prima di mostrarlo ai giurati, sovrapponendo alla vecchia una nuova sigla.
  2. Eliminare le commistioni giurati/concorrenti. Non ci vuole molto a rendersi conto che molti concorsi sono compromessi da combine dove il giurato favorisce un progettista che a sua volta in un altro concorso diventa giurato e ricambia il favore.
  3. I concorsi vanno quindi monitorati. Il monitoraggio deve essere svolto seriamente dalle istituzioni: Ordini e/o Darc. Siti scandalistici come Arcaso hanno svolto un eccellente lavoro di  monitoraggio e denuncia. Ma non possono essere loro a svolgere un lavoro così delicato. Gli esponenti degli ordini professionali e della Darc non devono assolutamente partecipare ai concorsi come giurati. Il loro compito e' fare gli arbitri, stando fuori dal gioco e controllandolo. Monitorandolo, appunto. Se no, con chi protestare quando ce n’e' bisogno?
  4. I nomi dei giurati devono essere estratti da una rosa, possibilmente nazionale, solo dopo la consegna degli elaborati.  In questo modo si evita che i giurati consiglino agli amici di partecipare al concorso in cui loro sono in commissione.
  5. I bandi di concorso devono essere chiari, non ambigui o raffazzonati.
  6. I giurati devono essere personalità al di sopra di ogni sospetto. Ciò vuol dire che non devono essere scelti i professionisti che partecipano a molti concorsi e che, di preferenza, devono essere scelti fuori dal territorio in cui si svolge il concorso. Ciò vuol dire anche dare più spazio a critici di architettura e ai progettisti stranieri.
  7. I giurati devono essere qualificati: quindi prevalenza di progettisti e critici su burocrati e amministratori. In ogni giuria basta una sola figura, non necessariamente tecnica, in rappresentanza del committente.
  8. I premi, incarico compreso, vanno dati sempre perché bisogna avere la consapevolezza che partecipare a un concorso e', per un progettista, un investimento economico che costa tempo, fatica e creatività. Dire “ incarico compreso” implica che ci sia, per ogni concorso, un’adeguata copertura economica per la realizzazione dell’opera.
  9. Le sedute in cui si valutano i progetti devono essere aperte al pubblico, per favorire la massima trasparenza. Devono essere preferiti i concorsi a due fasi in cui i finalisti possano presentare e discutere con la giuria il proprio lavoro.
  10. Occorre provare in via sperimentale metodi nuovi sia per garantire un giusto giudizio che per minimizzare i costi e i tempi del concorso, per esempio ricorrendo alla valutazione degli stessi concorrenti ( i quali hanno studiato bene il bando) o a concorsi via internet al fine di  minimizzare i costi di eventuali giurati stranieri

Postato da Giorgia | 10:33 | permalink | commenti
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