A is for apiculate
AISU
anArchitecture
Antonino Saggio
Archi-blog di Cinarca
Archi...teppa
Archidose
Archinect
Architecture Centre Network
Architecture for Humanity
Architecture on 3
Archivi privati di architettura a Roma e nel Lazio
AREA Institute
Arup Italia
Beyond brilliance, beyond stupidity
Channel BETA
City of sound
Costruzioni.net
Curbed
DARC
Das Klopapierstueck
Duemilaquattro
Earth Architecture
English Heritage
Esperimenti
Fototeca nazionale ICCD
Hippoblog
Hugh Pearman
Idearium
INTBAU
LiTraCon (c)
London's Arcadia
Luigi Prestinenza Puglisi
Medioevo Roma
Milton
NitroSaggio
Off-design
Opla+
OPUN
Paola Ruotolo
Portale di Archeologia medievale
Progetto Spolia
Propilei
RE. | Design news
Rodcorp
ROME - in the footsteps of an XVIIIth century traveller
S!los
Sanvean
Skygarden Project
SocialDesignZine
Space and culture
SpazioArchitettura
Spazioarchitettura
StArt
Studium Urbis
T-La
Tesugen
Things Magazine
VAN - Voluntary Architects Network
Waterdesign
We Make Money Not Art
Wittgenstein
minotauro
Professione Architetto
architettare.it
costruzioni.net
Palast der Republik
Su Pubblicodimerda, si discute della prossima distruzione del Palast der Republik a Berlino:
«il palast der republik ha chiuso. rimarrà in piedi fino a dicembre, poi inizieranno a demolirlo per cancellare anche solo il ricordo di un’ideologia osteggiata, come un tempo fecero i talebani coi grandi buddha di bamiyan...»
Il Futuro del Classico
Incontro con Salvatore Settis
Ordinario di Storia dell'Arte e d'Archeologia Classica
Rettore della Scuola Normale Superiore di Pisa
Mercoledì 8 giugno 2005 - ore 10.30
Aula Magna di Ateneo Guido Bossi
Monte Dago - Ancona
>> per maggiorni informazioni, leggere il comunicato stampa su OSAweb
L'antico, la tradizione, il moderno - presentazione libro L'ANTICO, LA TRADIZIONE IL MODERNO «Il nuovo volume della collana Architetti & Architetture propone una raccolta di saggi di Arnaldo Bruschi, uno dei più autorevoli storici dell'architettura rinascimentale. (fonte: Professione Architetto)
Da Arnolfo a Peruzzi. Saggi sull'architettura del Rinascimento
di Arnaldo Bruschi
a cura di Maurizio Ricci e Paola Zampa
interverranno: Claudia Conforti, Giovanna Curcio, Paolo Fiore
Giovedì 27 gennaio 2005, ore 18,00
Accademia Nazionale di San Luca
Piazza dell'Accademia di San Luca 77, Roma
I saggi qui scelti ricompongono, nella sequenza proposta, la lettura critica di un'appassionante vicenda: la nascita e progressiva costruzione, a partire dalla fine del XIII secolo, di un nuovo modo di intendere, progettare, costruire e rappresentare l'architettura.
Arnaldo Bruschi (Roma, 1928), Accademico di San Luca dal 1970, è stato ordinario di Storia dell'architettura presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" dal 1972 al 2003.
Direttore prima dell'Istituto di Storia dell'architettura (1982-84), poi del Dipartimento di Storia dell'architettura, restauro e conservazione dei beni architettonici dello stesso ateneo (1988-93),
Presidente del consiglio scientifico del Centro Internazionale di Studi di Architettura "Andrea Palladio" di Vicenza (1992-93), ha pubblicato, tra l'altro: Bramante architetto, Bari 1969;
(Borromini: manierismo spaziale oltre il Barocco, Bari 1978); Oltre il Rinascimento, Milano 2000.»
Segreteria Accademia Nazionale di San Luca
tel. 06 6798848, segreteria@accademiasanluca.it,
www.accademiasanluca.it
Roma. Il cinema, l'architettura e le sue sale cinematografiche Mercoledì 3 novembre 2004, presso la Casa dell'Architettura (P.zza Manfredo Fanti 47, Roma) si terrà un dibattito tra il regista Mario Monicelli, gli architetti Alessandro Anselmi e Bruno Darò, e il pittore/regista Francesco Barilli, a contorno della presentazione dello studio storico sulle sale cinematografiche della capitale realizzato da Maria Rita Intrieri (in uscita in allegato a D, inserto de La Repubblica, sabato 6 novembre 2004.).
Master Europeo in Storia dell'Architettura - A.A. 2004-2005 Quarta edizione per il Master Europeo in Storia dell'Architettura che giovedì prossimo inaugurerà i corsi di studio dell'anno accademico 2004-2005. «...Per l'occasione Fani Mallouchou Tufano, professore di Storia e Teoria del restauro presso l'Universita' di Atene, terra' una conferenza sul tema "La storia dei siti archeologici di Atene Moderna:1834-2004". Il Master e' organizzato congiuntamente dalle Universita' di Roma Tre, Paris 8, Aix-Marseille, Politecnico di Madrid, con la collaborazione dell'Universita' di Siena e dell'Accademia Nazionale di San Luca. L'iniziativa, approvata dalla Direzione Generale Istruzione e Cultura della UE, e' all'avanguardia sia per i contenuti e le modalita' attuative, sia per il gruppo dei docenti coinvolti, che comprende storici dell'architettura di Universita' europee e direttori di istituzioni culturali pubbliche e private. I corsi, dalla durata di quindici mesi, sono finalizzati alla ricerca storica, allo studio per la conservazione e il restauro del patrimonio e all'acquisizione di competenze per l'organizzazione di musei e di archivi d'architettura, oltre a contribuire alla formazione culturale degli architetti impegnati nell'attivita' professionale. Le lezioni si svolgono a Roma, all'Accademia Nazionale di San Luca, con corsi, seminari e conferenze. Il master richiede agli iscritti di svolgere uno stage operativo in varie sedi europee (fra le altre, Parigi, Aix-en-Provence, Santiago)...» (via Achille32 News)
Triangolo scaleno. Passeggiata in tre tappe attraverso le bellezze (misteriose) di Roma "...Prendete un palazzo del Settecento romano restaurato per fungere da sede di esposizioni d'arte, un panorama di rovine del 200 d.C., unite alla splendida suggestione di uno scenario pensato per offrirvi una visione spettacolare, miscelate bene, e cosa avete? E' presto detto: le rovine del tempio di Serapide viste dalle Scuderie Papali al Quirinale. Ed è stato proprio Mario Mattia, fine studioso dell'architettura borrominiana, a immaginarsi che questo palazzo - a lungo sottovalutato - potesse trasformarsi, adeguatamente restaurato, in uno scenario degno delle più acrobatiche visioni del grande architetto barocco. Per realizzare il suo sogno, però, gli serviva un architetto all'altezza: e l'ha trovato in Gae Aulenti, artefice del restauro delle Scuderie, oggi prestigiosa sede di eventi culturali. Ma il "tesoro nascosto" del palazzo è una visione ben più straniante di qualunque tela di Picasso o Hyeronimus Bosch: una impressionante vista sulle rovine del tempio di Serapide, il complesso monumentale più grande e sconosciuto della Roma imperiale..." >> Continua a leggere l'intero articolo su licenziamento del poeta (© Davide L. Malesi)
Il Crystal Palace (1851) Mercoledì prossimo verranno messe all'asta delle immagini inedite del Crystal Palace, scattate circa 140 anni fa da Philip Henry Delamotte. L'edificio era suddiviso in sezioni che ospitavano diverse parti dell'esposizione, che constava in 13000 tra macchinari ed altri oggetti, esempi di architettura, flora e fauna provenienti da tutto il mondo. Il transetto centrale ospitava quello che allora era l'organo più grande del mondo. "...They are thought to have stood in one of 10 fine art courts in styles which ranged - in a setting Queen Victoria called "magnificent fairyland" - from Roman to Chinese. Outside a central fountain rose 50 metres (160ft) above Italianate gardens laid out on a scale rivalling Versailles..." Alla conclusione dell'Esposizione, il "palazzo di cristallo" venne smontato e rimontato nel 1854 a Sydenham hill, a Londra, e venne utilizzato come grandiosa serra/parco tematico vittoriano. Nel 1866 un primo incendio distrusse il transetto settentrionale. (fonte: the Guardian)
Costruito per la Great Exhibition del 1851 su progetto di Sir Joseph Paxton, elaborato in solo dieci giorni, il padiglione era un colosso di acciaio e vetro, perfetto simulacro del progresso industriale della Gran Bretagna, "...(a) vast building which a newspaper described as "a fairy palace within a wall of glass and iron" in its early London heyday...". L'esposizione era stata ideata da Albert, principe consorte della regina Victoria, proprio per celebrare l'ascesa trionfale della nazione fra le grandi potenze dell'epoca.
Nel '900 fu dapprima sede del Festival of Empire (1911), tenutosi all'incoronazione di George V; successivamente, nei primi anni '30, divenne sede degli studi televisivi della Baird Television Company, e il parco circostante fu sede di corse di moto ed auto. Fu distrutto da un incendio nel 1936.
American post-war church architecture Su Lileks.com, una sezione dedicata agli "studi urbani" include delle curiosee immagini di chiese statunitensi dal dopoguerra: "...Post-war churches faced a dilemma: how to look like a house of worship while looking modern? You might say "that's only a dilemma if they thought churches had to look modern to attract believers," and you'd be right. There was no good reason churches had to cast off a thousand years of tradition and start dressing up like bank branches, but that's exactly what they did. The Depression and the War had done away with the old architectural vocabulary, and the triumphant rise of the Modernists meant that even churches would now be bent to the rationalist's lathe..." (Our Lady of the Skies, Nostra Signora dei Cieli - cappella presso l'aeroporto di Idelwild, South Ozone Park, New York. 
Da notare: la statua della Madonna sul rotore...)
Jacques Hébert mi segnala il suo sito web, in francese, dedicato ai labirinti nelle cattedrali gotiche (qui la versione in inglese), nel quale, tra le altre cose, racconta degli studi compiuti da Villard de Honnecourt sul labirinto di Chartres.
One sees more with one's fingers than with one's glasses...
Anche Piero, infatti, non si limitava a dipingere, ma si dedicò anche alla trattatistica più disparata, come ad esempio il Trattato d'abaco, il De prospectiva pingendi e il De quinque corporibus regularibus, i quali non furono pubblicati per intero se non nel XX secolo, sebbene già nel '400 erano in circolazione diversi manoscritti, tra cui uno del De prospectiva pingendi che si pensa contenere disegni autografi di Piero, conservato nella biblioteca Palatina di Parma. Lo studio che Piero della Francesca compie intorno alla prospettiva ha fatto attribuire alla sua mano anche la Veduta di una città ideale, che si trova nella Galleria Nazionale delle Marche di Urbino. L'attribuzione non è certa, e, in effetti, alcuni pensano possa essere in realtà opera di Luciano Laurana, l'architetto di buona parte del palazzo Ducale di Urbino. Ma la delicatezza dei colori e la precisione dello studio prospettico fanno pensare ai più alla "firma" di Piero.
There's something about Piero
Da oggi, presso il palazzo Inghirami a Sansepolcro, sono esposte delle rivisitazioni di alcune opere di Piero della Francesca, frutto degli studi di quattro artisti contemporanei: Mario Dondero, Danilo De Marco, Roberto Micheli e Gianluigi Colin. La mostra si intitola "A proposito di Piero" e, da quanto ho potuto leggerne in giro, è in un certo modo la riscoperta del valore dell'uomo rinascimentale inteso come sperimentatore pluridirezionale. I quattro autori, infatti, non sono degli artisti "a tempo pieno" se così si può dire, ma degli studiosi che, oltre ad occuparsi di fotografia, illustrazioni e grafica dei giorni nostri, si dilettano a creare un collegamento tra la multidisciplinarietà dell'arte contemporanea e quella rinascimentale.
Appello ai blog-naviganti di Milano e provincia (o a chiunque ne sappia qualcosa) ciao Se qualche anima pia (tipo, chessò...lukesofrs? eddai, rendi utile la tua laurea in architettura con tesi in restauro...oppure chiunque abbia notizie, pure gente non provvista di laurea in architettura, va bene di tutto...) potesse e volesse rendersi utile, può contattare Simona a questo indirizzo email (bisogna sostituire l'"AT" con la chiocciolina.). Grazie.
C'è da dare una mano a Simona:
mi chiamo simona e sono una fedele lettrice dei tuoi blog. mi dovrei laureare a luglio in architettura (il condizionale è d'obbligo, spero mi potrai capire...)
ora secondo la mia relatrice è fondamentale per la mia tesi prendere come riferimento il restauro del Palazzo della Ragione a Milano di Dezzi Bardeschi. Io ho cercato un po' ovunque ma non ho trovato se non poche notizie, allora ho pensato di rivolgermi a te...non è che mi potresti fare un appello sul blog? così se qualche collega, magari milanese, ha un po' di materiale potrebbe commuoversi e decidere di aiutarmi...
ciao
simona
Villard de Honnecourt After nearly a century and a half of analysis, study, investigation, speculation, guesswork, and even séances, we do not know why Villard de Honnecourt made his drawings. One is reminded of what has been written about Vincent of Beauvais: "What he wrote is known, but who he was and what he did are wrapped in uncertainty." Hellmut Lehmann-Haupt, 1972 Chi studia architettura (OK, mettiamola così: chi ha passato l'esame di storia dell'architettura antica e medievale...) sa perfettamente chi era Villard de Honnecourt. Villard-friendly web links:
O, almeno, dovrebbe saperlo.
In realtà, non si sa esattamente chi fosse l'uomo Villard: spesso viene chiamato "il Leonardo da Vinci gotico", era originario del nord della Francia, così come suggerisce il suo stesso nome, ma l'unica prova tangibile pervenutaci della sua esistenza è un taccuino con degli schizzi di studi e dettagli architettonici.
Nel taccuino, Villard rappresenta edifici e decorazioni tipiche del Gotico della Francia settentrionale, ma alcuni disegni raffigurano manufatti, nessuno dei quali è databile successivamente al 1235, che si trovano in luoghi lontani dalla sua terra d'origine, come, ad esempio, l'Ungheria. Le annotazioni, aggiunte in un secondo momento, spiegano alcune delle immagini del taccuino - ad esempio, stando alla didascalia, l'immagine di un leone non si riferisce ad una scultura, ma, a quanto pare, Villard l'avrebbe disegnata dal vero...
http://www.avista.org/
http://www.villardman.net/
http://www.newcastle.edu.au/discipline/fine-art/pubs/villard
http://freemasonry.bcy.ca/architecture/honnecourt/honnecourt.html
http://www.chass.utoronto.ca/~avista/villard.html
I luoghi della Tosca /1 Tosca, tratta dal dramma omonimo scritto nel 1887 dal francese Victorien Sardou, è una delle opere più famose di Giacomo Puccini (1858-1924).
Castel Sant'Angelo
L'opera (qui la trama) si svolge a Roma: tra le pagine del libretto troviamo la chiesa di Sant’Andrea della Valle (primo atto), palazzo Farnese (secondo atto) e soprattutto Castel Sant’Angelo: è qui, infatti, che Mario Cavaradossi, uno dei personaggi della vicenda, viene imprigionato e poi fucilato, ed è sempre qui, sul terrazzo del Castello, che Floria Tosca si toglie la vita.
Puccini si recò personalmente a Roma nel 1897 per visitare questi luoghi, in modo da poter aggiungere il "suono di Roma" alla partitura.
Ma qual era l'aspetto di Roma nel periodo in cui è ambientato il dramma?
Siamo nel giugno del 1800 quando Cesare Angelotti, uno dei personaggi dell'opera, evade da Castel Sant'Angelo, a quel tempo utilizzato come prigione.
Nel 1830 lo storico Jules Michelet, visitando Roma, ebbe l'impressione di trovarsi in un luogo privo di vitalità: la città, all'epoca, consisteva in quello che oggi è il centro storico, racchiuso nelle mura aureliane, e tuttavia non aveva l'aspetto odierno, in quanto molte aree erano occupate da orti e giardini, e i pastori attraversavano la città con i loro greggi (la fontana del tritone a piazza Barberini, ad esempio, era utilizzata come abbeveratoio per buoi che trainavano i carri!).
Castel Sant'Angelo, in particolare, all'inizio del XIX secolo era in "periferia" - sorgeva infatti in una piana denominata "prati di Castello", che in seguito, dopo l'annessione di Roma al Regno d'Italia, divenne l'odierno quartiere Prati.
Ma il bastione non è nato come tale: l'Hadrianaeum, o "mole adriana", fu fatto iniziare dall'imperatore Adriano nel 135 d.C., poco prima della sua morte, come nuovo sepolcro per lui e per la famiglia imperiale, poiché non c'era più spazio nel mausoleo di Augusto, ed effettivamente vi vennero sepolti tutti gli imperatori da Adriano a Caracalla.
Nel 350 venne incorporato nelle mura aureliane, e fu circondato anche da mura turrite, divenendo un avamposto fortificato che si oppose agli assalti dei Goti nel V e VI secolo.
Nel 590, Gregorio Magno ordinò una processione verso la mole, per scongiurare la peste, e la leggenda vuole che proprio sul torrione apparve un Angelo che annunciava la fine della pestilenza: quetso avvenimento diede origine alla denominazione "Castel Sant'Angelo".
Nel X secolo divenne castello e residenza di Alberico, e, dopo la caduta del suo casato, divenne "torre dei Crescenzi", dal nome dei successori di quel papa Giovanni XIII che, sebbene la città facesse parte dell'Impero, facevano il bello e il cattivo tempo a Roma col titolo di "princeps et senator Romanorum".
Restaurato nel 1277 da Nicolò III, Castel Sant'Angelo rischiò d'essere demolito dai seguaci di Urbano VI, durante lo Scisma d'Occidente.
Il 15 dicembre 1347 vi si rifugiò Cola di Rienzo, essendo stato condannato per eresia e ribellione dal tribunale papale, confidando nell'aiuto di Nicola Orsini, la cui famiglia era all'epoca proprietaria del castello.
Dal 1500 vi passarono tutti i Papi del Rinascimento, che apportarono modifiche ed "ammodernamenti" interni ed esterni - ad esempio, Leone X fece costruire un ascensore, Clemente VII un bagno e una stufa - ma, soprattutto, ne venne potenziata la funzione di fortezza militare, cosicché divenne il caposaldo del potere papale a Roma e della difesa della città contro gli assedi, con un collegamento preferenziale col Vaticano tramite il "passetto". Nel 1527, Papa Clemente VII vi si rifugiò infatti per scampare alle soldatesche di Carlo V che saccheggiavano la città.
Durante questo lungo periodo, in cui assunse la funzione contemporaneamente di residenza papale e prigione, Castel Sant'Angelo ospitò prigionieri "illustri", tra i quali Benvenuto Cellini, Giordano Bruno e il Cagliostro.
Dopo l'occupazione francese della fine del XVIII secolo, non fu più utilizzato come dimora papale, ma caserma e, ancora una volta, prigione. Durante il Risorgimento il castello fu carcere politico, ma, dopo l'annessione di Roma al Regno d'Italia, perse definitivamente questo ruolo.
Quale paesaggio si presentò, quindi, agli occhi di Giacomo Puccini quando giunse Roma alla fine del XIX secolo?
Sicuramente non era più la stessa dell'ambientazione della Tosca. Dopo il 1870, infatti, nella capitale erano iniziati dei lavori di ammodernamento urbanistico che avevano cambiato l'aspetto della città: il nuovo piano regolatore era stato approvato infatti nel 1882, quale aggiornamento di quello del 1872 ad opera di Alessandro Viviani, e prevedeva, tra gli altri interventi, l'eliminazione delle difese fortificate esterne di Castel Sant'Angelo, che, persa la sua funzione di fortezza, fu oggetto di restauri tra il 1890 e il 1911, e la creazione dei ponti Margherita, Cavour e Umberto, tutti realizzati prima del soggiorno romano del compositore.
Letture consigliate:
Tosca (Opera Journeys Libretto Series), a cura di Burton D. Fisher, 2001;
Tina Squadrilli, Castel Sant'Angelo. Una storia lunga diciannove secoli, Roma 2000;
Susan Vandiver Nicassio, Tosca's Rome: The Play and the Opera in Historical Perspective, Chicago 1999;
Piero Spagnesi, Castel Sant'Angelo la fortezza di Roma, Roma 1995.
architectural c s i
autocad
call for papers
conferenze e convegni
corsi
erwin dixit
fotoarchitettura
il taccuino di villard
le ultime parole famose
libri riviste saggi e articoli
mac vs pc
notizie e commenti
progetti
riflessioni personali
scenografia
segnalazioni web
storia dell architettura
tecnologia e architettura biocli
vita da architetto
"villard - appunti di architettura" non è una testata registrata, non ha scopo di lucro ed è gestito esclusivamente gratia artis, senza soluzione di continuità, ovvero senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
"villard - appunti di architettura" non è collegato ai siti recensiti e non è responsabile del loro contenuto.
Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari.
Tutte le immagini ed i testi originali contenuti in questo sito, ove non altrimenti specificato, sono di proprietà degli autori del sito, e da intendersi pubblicati sotto Creative Commons Attribution-ShareAlike 1.0 e GNU Free Documentation License.