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martedì, 14 febbraio 2006

Arquitectura de Tierra en Uruguay

«Espacio virtual dedicado a la difusión de la arquitectura y construcción con tierra, sus ventajas y características. Armado por el Arquitecto Andrés Nogués y con el afán de trasmitirle "todo lo que Ud. quería saber sobre la arquitectura de tierra y nunca se atrevió a preguntar". ¿Sabías que aproximadamente 3 billones de personas de 6 continentes, la mitad de la población mundial, viven o trabajan en edificios construidos con tierra...? 34º41' S - 56º9' W - Un Salteño en Montevideo - Uruguay.»

>> il blog di Andrés Nogués

Postato da Giorgia | 11:33 | permalink | commenti

Decalogo per i concorsi

Sante parole di Luigi Prestinenza Puglisi, da tenere sempre a mente:

  1. Concorsi palesi. Gli anonimi nascondono una inutile ipocrisia. Se proprio devono essere anonimi, perché così e' imposto dalle norme europee, il codice scelto dal candidato deve essere subito cambiato dalla segreteria non appena riceve il plico e prima di mostrarlo ai giurati, sovrapponendo alla vecchia una nuova sigla.
  2. Eliminare le commistioni giurati/concorrenti. Non ci vuole molto a rendersi conto che molti concorsi sono compromessi da combine dove il giurato favorisce un progettista che a sua volta in un altro concorso diventa giurato e ricambia il favore.
  3. I concorsi vanno quindi monitorati. Il monitoraggio deve essere svolto seriamente dalle istituzioni: Ordini e/o Darc. Siti scandalistici come Arcaso hanno svolto un eccellente lavoro di  monitoraggio e denuncia. Ma non possono essere loro a svolgere un lavoro così delicato. Gli esponenti degli ordini professionali e della Darc non devono assolutamente partecipare ai concorsi come giurati. Il loro compito e' fare gli arbitri, stando fuori dal gioco e controllandolo. Monitorandolo, appunto. Se no, con chi protestare quando ce n’e' bisogno?
  4. I nomi dei giurati devono essere estratti da una rosa, possibilmente nazionale, solo dopo la consegna degli elaborati.  In questo modo si evita che i giurati consiglino agli amici di partecipare al concorso in cui loro sono in commissione.
  5. I bandi di concorso devono essere chiari, non ambigui o raffazzonati.
  6. I giurati devono essere personalità al di sopra di ogni sospetto. Ciò vuol dire che non devono essere scelti i professionisti che partecipano a molti concorsi e che, di preferenza, devono essere scelti fuori dal territorio in cui si svolge il concorso. Ciò vuol dire anche dare più spazio a critici di architettura e ai progettisti stranieri.
  7. I giurati devono essere qualificati: quindi prevalenza di progettisti e critici su burocrati e amministratori. In ogni giuria basta una sola figura, non necessariamente tecnica, in rappresentanza del committente.
  8. I premi, incarico compreso, vanno dati sempre perché bisogna avere la consapevolezza che partecipare a un concorso e', per un progettista, un investimento economico che costa tempo, fatica e creatività. Dire “ incarico compreso” implica che ci sia, per ogni concorso, un’adeguata copertura economica per la realizzazione dell’opera.
  9. Le sedute in cui si valutano i progetti devono essere aperte al pubblico, per favorire la massima trasparenza. Devono essere preferiti i concorsi a due fasi in cui i finalisti possano presentare e discutere con la giuria il proprio lavoro.
  10. Occorre provare in via sperimentale metodi nuovi sia per garantire un giusto giudizio che per minimizzare i costi e i tempi del concorso, per esempio ricorrendo alla valutazione degli stessi concorrenti ( i quali hanno studiato bene il bando) o a concorsi via internet al fine di  minimizzare i costi di eventuali giurati stranieri

Postato da Giorgia | 10:33 | permalink | commenti
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mercoledì, 01 febbraio 2006

Palau de Les Arts Reina Sofia (Valencia, Spagna)



(ehi! chi è quel tizio alla destra di Lorin Maazel? )

«El Palau de les Arts Reina Sofía completa el componente artístico que representa esta decidida apuesta de la Generalitat Valenciana por la cultura en su más amplio sentido, junto a la ciencia, la tecnología y la naturaleza.

Objetivos del Palau de les Arts:
1. Potenciar el arte y la cultura como elemento de dinamización social.
2. Crear un enclave vanguardista para albergar representaciones de las artes escénicas.
3. Contribuir a la difusión de diversas manifestaciones artísticas y culturales como la música, la danza o el teatro.

El majestuoso edificio, diseñado por el arquitecto e ingeniero valenciano Santiago Calatrava, supone para la ciudad de Valencia y la Comunidad Valenciana disponer de la mejor infraestructura para introducirlas en los circuitos internacionales, especialmente en lo referido a la ópera y los grandes espectáculos musicales. El edificio principal se plantea con una doble intención: la de construir un auditorio múltiple y la de configurar un hito urbano que, a la vez, se implante en un área urbana como elemento dinámico y consolidador del lugar y se convierta en un símbolo paisajístico con cierto carácter monumental para la ciudad de Valencia.»

>> vai al sito

Nel frattempo, mi fido anche della parola di Erwin, che ha avuto l'onore di cantare nel Palau durante l'inaugurazione, e che ha detto che ha un'acustica meravigliosa (e se lo dice lui ci credo ciecamente, ma, d'altronde, non ne avevo dubbi in ogni caso, Calatrava non delude mai!).













Postato da Giorgia | 09:41 | permalink | commenti
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